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Trattamenti

Esistono oggi diversi metodi di trattamento delle varici, sebbene nessuno di questi assicuri con certezza una guarigione definitiva, poiché la malattia, per sua natura, è ereditaria, cronica ed ingravescente (curare non significa “guarire” definitivamente); pertanto spesso i Pazienti lamentano il “fallimento” dei precedenti trattamenti poiché le varici possono recidivare a distanza di tempo. Molti Pazienti inoltre, dopo aver letto su riviste non specializzate, su internet o peggio dopo essere venuti a conoscenza tramite un amico di un “trattamento miracoloso”, si rivolgono allo specialista richiedendo per se stessi quello stesso trattamento. E’ invece fondamentale comprendere che una metodica che può essere adatta ad un Paziente con un determinato quadro clinico può non esserla per un altro. Il quadro clinico-strumentale delle varici infatti cambia notevolmente da Paziente a Paziente (vedere: “cosa sono le varici”). Il tipo di reflusso, l’incontinenza o meno delle valvole venose, il tipo di vena malata, il suo calibro e la sua localizzazione (sopra fasciale o meno) oltre naturalmente alle condizioni cliniche del Paziente (età o altre malattie) condizionano inevitabilmente il tipo di metodica da adottare in quello specifico caso. Esistono infatti due strategie fondamentali per il trattamento delle vene varicose: la strategia conservativa (fondamentalmente la CHIVA, che mira a conservare quanto più possibile il patrimonio venoso del Paziente migliorando l’emodinamica) e quella ablativa (ottenere una “radicalità” immediata trattando tutte o gran parte delle vene malate); grazie ai progressi della medicina negli ultimi anni, ciascuna strategia può avvalersi di diverse tecniche; le più diffuse e maggiormente accreditate dal punto di vista scientifico sono le seguenti: 1) tecnica tradizionale : cioè l’utilizzo del bisturi per praticare delle incisioni più o meno ampie per asportare le varici (stripping delle vene safene secondo la strategia ablativa oppure flebectomia ambulatoriale per la correzione emodinamica CHIVA secondo la strategia conservativa) 2) nuove metodiche mini invasive endovascolari , in particolare: a) tecnica mediante LASER (ablazione LASER degli assi safenici secondo la strategia ablativa oppure correzione emodinamica con LASER secondo la strategia conservativa) b) ecoscleroterapia con mousse (mirata agli assi safenici, se coinvolti, secondo strategia ablativa oppure ecoscleroterapia emodinamica conservativa o ESEC secondo strategia conservativa) Sarà il vostro specialista che dopo una accurata visita ed un attento mappaggio venoso mediante ecocolorDoppler, stabilirà quale sia il trattamento più idoneo nel vostro specifico caso , dopo aver analizzato e discusso assieme tutti i pro ed i contro di ciascuna metodica. Non è pensabile proporre a tutti i Pazienti lo stesso tipo di trattamento (anche se purtroppo questo accade ancora oggi in molti centri) proprio per la natura multiforme della malattia varicosa. E’ necessario pertanto affidarsi ad un flebologo esperto, pratico di diagnostica vascolare e che sappia padroneggiare il bisturi come il LASER o la scleroterapia; solo in questo caso potrà personalizzare il trattamento ed ottenere i migliori risultati.

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