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Trattamenti per la cellulite

Che cos’è La cellulite:

 

non è un’affezione particolarmente grave dal punto di vista medico, ma certamente rappresenta l’inestetismo più diffuso e mal tollerato dal mondo femminile. Come è noto il termine cellulite è improprio poiché, con il suffisso “itis “ o “ite” in medicina, si intende un’infiammazione o un’infezione, quindi si potrebbe intendere la cellulite come un’infiammazione delle cellule. Nella cellulite invece, nella maggior parte dei casi, non esiste un’infiammazione della cellula (almeno nelle fasi tardive) ma, semmai, un’alterazione dei tessuti interstiziali. Infatti, sia l’aumento del grasso localizzato o del liquido che ristagna tra i tessuti, sia l’alterazione e la retrazione dei setti connettivali di sostegno, sono la causa, in tempi e modi diversi, della classica “ buccia d’arancia” cioè della più tipica espressione della cellulite. La buccia d’arancia non è solo un inestetismo ma il primo segno clinico vero che indica “a chi sa leggere” che qualcosa non va nell’attività delle cellule e nei processi di depurazione dei tessuti. Definizione La cellulite, il cui nome scientifico è Panniculopatia Edemato Fibro Sclerotica (PEFS), è un’alterazione patologica del tessuto connettivo e del pannicolo adiposo, con compromissione della microcircolazione.

 

La cellulite è quindi una malattia degenerativa cronica e progressiva del tessuto sottocutaneo: nelle zone colpite la pelle appare spugnosa, con avvallamenti e rigonfiamenti più o meno evidenti; le cellule adipose sono “immerse” in una quantità eccessiva di liquido (edema), una situazione che causa la formazione di un tessuto fibro-sclerotico; a volte può manifestarsi dolore. All’esterno la pelle prende il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. I meccanismi che portano alla formazione della cellulite riguardano gli strati più superficiali della pelle (il derma) e quelli più profondi (l’ipoderma):

• Nel derma, i liquidi, normalmente drenati dai capillari, non vengono fatti correttamente defluire, quindi ristagnano, producendo una condizione infiammatoria da stasi idrica. A questo si aggiunge un aumento della produzione di fibre, quali l’acido ialuronico, che richiama acqua nel derma, causando ritenzione idrica.

• Nell’ipoderma, si formano masse adipose che si spingono verso l’alto e si incuneano nel derma, alterando così la struttura della pelle. Cosa la provoca • Fattori ormonali La PEFS ha cause diverse, ma la più importante è legata al ruolo degli ormoni femminili (estrogeni): questi favoriscono la ritenzione dei liquidi nei tessuti e il naturale deposito di cellule adipose in particolari zone del nostro corpo (cosce, fianchi e glutei). La PEFS, infatti, fa spesso la sua comparsa in momenti di perturbazione ormonale come l’adolescenza e la menopausa o in concomitanza con l’assunzione di contraccettivi orali.

Altri fattori sono:

• Predisposizione ereditaria

• Alimentazione scorretta

• Eccesso di peso

• Vita sedentaria

• Fumo Anche tacchi troppo alti e vestiti e scarpe stretti possono contribuire all’insorgere del disturbo.

 

Se da un lato la PEFS è la causa dell’alterazione della microcircolazione sottocutanea (i setti fibrosi che vengono a formarsi possono impedire il corretto drenaggio che va dalla superficie alla profondità), è anche vero che l’alterazione circolatoria determina un aggravarsi del problema cellulite, perché viene a crearsi una ipossia localizzata che peggiora il quadro; si viene pertanto ad instaurare un vero e proprio circolo vizioso, poiché i fattori che predispongono alla cellulite spesso sono gli stessi che si ritrovano nella formazione dei capillari; la cellulite inoltre determina il peggioramento del quadro vascolare (in questo caso i capillari si definiscono “da deficit di deflusso”) e viceversa, il problema vascolare aggrava la cellulite.

 

Pur trattandosi di una vera patologia del tessuto sottocutaneo, la PEFS si può combattere, a patto di intervenire tempestivamente e adottare la giusta strategia! Analizzando il problema più in profondità, possiamo distinguere 4 stadi:

Stadio 1 – Cellulite Edematosa “dura” o “compatta” E’ la fase iniziale in cui prevale il ristagno dei liquidi nei tessuti. Si tratta di una condizione reversibile, che può essere curata con buoni risultati. E’ frequente nelle donne giovani, anche se magre. Segni: la pelle si presenta più pastosa; comprimendola o irrigidendo il muscolo, appaiono i caratteristici segni della “buccia d’arancia”. Sintomi: in questa fase non vi sono sintomi locali; si può manifestare con gonfiore e senso di pesantezza. Localizzazione: glutei, cosce, regione interna del ginocchio, deltoide.

Stadio 2 – Cellulite Fibrosa “pastosa” Nel tessuto adiposo si formano piccoli noduli, mentre il tessuto connettivo di sostegno perde elasticità e diventa più rigido. E’ una condizione reversibile, se trattata tempestivamente. Segni: la pelle presenta i segni caratteristici della “buccia d’arancia”, con avvallamenti più o meno evidenti. La pelle non è di colore uniforme, può presentare leggere discromie. Sintomi: la compressione delle zone colpite risulta leggermente dolorosa e al tatto può apparire più fredda delle zone circostanti. Localizzazione: la stessa dello stadio edematoso.

Stadio 3 – Cellulite Sclerotica “flaccida” o “molle” In questo stadio, i noduli aumentano di dimensione, si presentano induriti e dolenti al tatto. Possono comparire segni di vera insufficienza venosa e/o linfatica, con edema dei tessuti. In questo stadio, il problema è ancora reversibile. Segni: la parte colpita è molle e senza tono; sono presenti molti avvallamenti e la “buccia d’arancia” è decisamente evidente, anche senza compressione. Possono comparire lividi, segni del difetto circolatorio legato al problema. Sintomi: dolore al tatto, cute fredda e alterata nel colore. Localizzazione: questo tipo di cellulite può interessare anche polpacci e caviglie.

Stadio 4 – Cellulite Sclerotica In questo stadio, peggiorano tutte le alterazioni presenti nello stadio precedente: nel tessuto adiposo si formano macronoduli dolorosi al tatto e la pelle si presenta con il classico aspetto “a materasso”. Giunto a questo stadio d’avanzamento, il problema è irreversibile. Complicazioni Tra le possibili complicazioni ci sono le smagliature, le microvarici e le varici: la cosiddetta cellulite generalizzata, associata all’obesità, causa infatti difficoltà circolatorie nelle gambe. Trattamenti Un sano ed equilibrato stile di vita, con attività fisica regolare e una dieta ricca di fibre, frutta e vegetali, aiuta a migliorare il disturbo. È bene anche bere molta acqua e infusi drenanti, come quelli a base di tarassaco, ananas e meliloto.

 

Per quanto riguarda il trattamento medico, sono disponibili diversi preparati contenenti principi attivi che migliorano la condizione del microcircolo e aiutano a eliminare i liquidi in eccesso; si tratta di compresse, gel, spray o creme a base di estratti fitoterapici di mirtillo rosso, ippocastano, rusco, amamelide o meliloto, centella, ginkgo o altri. Massaggi (estetici e linfodrenanti), mesoterapia, pressoterapia, endermologia ed elettrostimolazione aiutano a migliorare l’aspetto della cellulite. Inoltre, anche le calze elastiche a compressione graduata possono controllare la ritenzione idrica.

 

Quando consultare il medico Se la cellulite è accompagnata o aggravata da altre malattie, come l’ipotiroidismo, l’insufficienza estroprogestinica e l’obesità patologica, è essenziale consigliarsi con il proprio medico che valuterà la terapia più adatta. Alcuni trattamenti, come le varie forme di liposuzione, liposcultura e laserlipolisi, mirano a rimuovere negli stadi più avanzati gli accumuli adiposi localizzati o tendono a rimodellare il tessuto sottocutaneo ormai in fase di evoluzione fibrosclerotica.

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