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Intralipoterapia

L’emulsiolipolisi è un trattamento lipolitico che prevede l’impiego per via intradiposa di fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina.
Si può parlare anche di intradipoterapia lipolitica o di intraipodermoterapia lipolitica mediante fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina
L’indicazione clinica principale è rappresentata dalla cellulite, da quelle situazioni cliniche di cellulite in cui l’aspetto istologico dominante è quello dell’adiposità localizzata in eccesso di tipo ipertrofico.

RAZIONALE

FOSFOLIPIDI IPOTALAMICI
Si iniettano fosfolipidi ipotalamici allo scopo di realizzare una emulsione dei trigliceridi del tessuto adiposo sottocutaneo.
Riuscire a realizzare una emulsione dei trigliceridi del tessuto adiposo sottocutaneo è un momento cardine ai fini dell’attivazione della lipasi intradipocitaria: enzima preposto alla idrolisi dei trigliceridi intradipocitari.
di realizzare un effetto sali biliari-simile.
L’emulsione dei trigliceridi intradipocitari e la micellizzazione dei trigliceridi intradipocitari emulsionati favoriscono l’attività della lipasi intradipocitaria.
La lipasi intradipocitaria è un enzima che ha un’attività superficie del grasso-dipendente. Se aumenta la superficie del grasso aumenta l’attività della lipasi intradipocitaria. Con l’emulsione e la micellizzazione dei trigliceridi intradipocitari migliora la diffusibilità della lipasi intradipocitaria stessa perché tale enzima non sarà più confinato nel poco citosol di un adipocita uniloculare ma potrà addentrarsi fino nel core del globulo del grasso emulsionato e micellizzato.

CARNITINA
La carnitina è una proteina. Viene sintetizzata dagli esseri umani e da altri vertebrati a partire dalla lisina nel fegato e nei reni.

Il patrimonio complessivo in carnitina viene acquisito dall’uomo nella misura del 25% per sintesi epatica e renale e nella misura del 75% per introito con la dieta: dalla carne, dalle uova, dal latte.
La carnitina è un carrier degli acidi grassi a catena lunga. Nell’uomo la carnitina è presente soprattutto nelle fibrocellule muscolari, nei neuroni, negli epatociti ma anche negli adipociti e in altri tipi istologici.
Gli acidi grassi ottenuti dalla idrolisi dei trigliceridi intradipocitari possono andare incontro principalmente a due destini:
• passare in circolo come acidi grassi non esterificati (NEFA); • essere attivati (esterificazione con il CoA-SH endogeno).
Gli acidi grassi attivati (acil-CoA) possono essere: • ossidati;
• utilizzati per la biosintesi dei trigliceridi.
Per essere ossidato, l’asido grasso deve spostarsi dal chioso nel mitocondrio. L’ingresso degli acil-CoA nei mitocondri è favorito dalla carnicina. Con l’impiego della carnitina si deviano gli acidi grassi attivati (acil-CoA) non verso la biosintesi dei trigliceridi ma verso la loro ossidazione.
La carnitina svolge un ruolo chiave nel processo catabolico degli acidi grassi. La carnitina è quindi un anello da cui non si può prescindere se si vuole favorire un processo lipolitico.
Un aumento del trasporto dei gruppi acilici da parte della carnitina favorisce oltre che l’ossidazione degli acidi grassi anche l’inibizione della biosintesi dei trigliceridi.

AMINOFILLINA
Aminofillina è il nome di una miscela combinata di due principi
attivi: la teofillina e l’etilendiamina.
Mediante l’aminofillina si realizza un’attività lipolitica agendo a livello delle membrane cellulari degli adipociti. L’aminofillina interferisce con il sistema adenilciclasi/cAMP (AMP ciclico).

La cellula dialoga attraverso dei recettori di membrana con il mondo extracellulare come ad esempio con gli ormoni e con i farmaci. Questi recettori di membrana sono accoppiati a delle proteine specifiche definite G che hanno la funzione di trasdurre il segnale recepito dal recettore.

I principali bersagli delle proteine G, attraverso i quali i GPCR controllano diversi aspetti delle funzioni cellulari, sono i seguenti:
• adenilciclasi: l’enzima responsabile della formazione del cAMP;
• fosfolipasi C: l’enzima responsabile della formazione dell’inositolo fosfato e del diacilglicerolo;
• canali ionici: in particolare i canali del calcio e del potassio.
Il cAMP è un nucleotide sintetizzato all’interno della cellula a partire dall’ ATP e con l’intervento di un enzima legato alla membrana, l’adenilciclasi. Il cAMP viene prodotto continuamente e inattivato per idrolisi a 5′-AMP attraverso l’azione di una famiglia di enzimi noti come fosfodiesterasi. Queste sono inibite da alcuni farmaci come le metilxantine: l’aminofillina, la teofillina, la caffeina. La maggiore attivazione della proteinachinasi legata all’incremento della concentrazione intracellulare del cAMP si traduce in una maggiore attivazione della lipasi intradipocitaria.

PROTOCOLLO TERAPEUTICO

Il protocollo terapeutico lipolitico pratico per via intradiposa a base di fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina prevede tre tempi terapeutici.

Primo tempo terapeutico
La soluzione nell’area da trattare preliminarmente sterilizzata mediante un disinfettante cutaneo analcolico.
Le infiltrazioni devono essere effettuate perpendicolarmente al piano cutaneo in modo da disporre la soluzione nel tessuto sottocutaneo, cioè nel tessuto adiposo (intradipoterapia, intraipodermoterapia)
Secondo tempo terapeutico
Il secondo tempo terapeutico consiste in una movimentazione dei tessuti dell’area infiltrata. Si effettua un vigoroso massaggio per favorire l’emulsione e la micellizzazione dei trigliceridi intradipocitari
Terzo tempo terapeutico
Sempre allo scopo di favorire e mantenere il più possibile l’emulsione e la micellizzazione dei trigliceridi intradipocitari è bene, dopo una seduta di emulsiolipolisi consigliare una passeggiata della durata di almeno 60 minuti. Lo scopo è quello di rendere più fine la micellizzazione dei trigliceridi intradipocitari per favorire un incremento ulteriore dell’attività della lipasi intradipocitaria.

FREQUENZA DELLE SEDUTE
La frequenza delle sedute di emulsiolipolisi è settimanale nel primo e secondo mese, quindicinale nel terzo mese, mensile dal quarto mese in poi.

CONTROINDICAZIONI
L’emulsiolipolisi a base di fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina, lidocaina è controindicata nei soggetti con accertata ipersensibilità ai fosfolipidi ipotalamici, alla carnitina, all’aminofillina, alla lidocaina, agli eccipienti presenti nei preparati commerciali.

EFFETTI COLLATERALI
Fenomeni di ipersensibilità ai fosfolipidi ipotalamici, alla carnitina, all’aminofillina, alla lidocaina, agli eccipienti dei preparati commerciali.
Si può verificare un eritema transitorio o del prurito subito dopo oppure tre-quattro giorni dopo la somministrazione dei farmaci.

La frequenza di tali eritemi e del prurito si riduce con la somministrazione delle soluzioni a base di fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina negli strati più profondi del tessuto adiposo. Il prurito o l’eritema possono essere trattati localmente mediante dei cortisonici topici

 

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