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Calcolo del rischio cardiovascolare

Perché sviluppare una strategia preventiva nei riguardi dei fattori di rischio cardiovascolari? Secondo le linee guida europee il razionale per una prevenzione delle malattie aterosclerotiche cardiovascolari si basa su questi 5 punti chiave: 1) La patologia cardiovascolare è la principale causa di morte prematura in Europa. E’ un’importante causa di disabilità e contribuisce in maniera sostanziale all’aumento dei costi della Sanità 2) L’aterosclerosi, che ne è la causa, si sviluppa insidiosamente attraverso molti anni e nel momento in cui insorgono i sintomi è ormai in fase molto avanzata 3) La morte per una patologia cardiovascolare spesso insorge improvvisa e rapida e non lascia il tempo al Paziente di raggiungere un Ospedale o le cure mediche 4) Le malattie cardiovascolari sono strettamente legate allo stile di vita ed a fattori fisiologici e biochimici modificabili 5) Modificare i fattori di rischio riduce la mortalità e la morbilità, particolarmente nei Pazienti ad alto rischio Quali sono gli obiettivi della prevenzione cardiovascolare? Aiutare i Pazienti a basso rischio cardiovascolare a mantenere questo stato per tutta la vita ed aiutare i Pazienti a rischio aumentato ad abbassarlo. Per una corretta diagnosi del rischio cardiovascolare globale e quindi per impostare una prevenzione mirata è necessario prendere in considerazione molteplici fattori; oltre a colesterolo elevato, fumo ed ipertensione, anche l’obesità, il diabete, la sedentarietà o una condizione eccessiva di stress possono aumentare il rischio di eventi cardio-cerebro-vascolari; più fattori spesso si associano nel causare la formazione delle placche aterosclerotiche, determinando un aumento esponenziale del rischio. La maggior parte di questi fattori sono però modificabili con opportune procedure mediche ed igieniche, l’importante è riconoscerli in tempo. Un approccio integrato cardio-angiologico permette di identificare questi fattori in meno di 2 ore, ed eventualmente impostare una corretta terapia, qualora necessaria. Durante le visite verranno effettuati: VALUTAZIONE ANGIOLOGICA Raccolta accurata dell’anamnesi familiare, patologica prossima e remota Perché occorre tener conto dei fattori di rischio non modificabili, come la predisposizione genetica presente in chi ha avuto genitori o fratelli colpiti da infarto già prima dei 65 anni. Misurazione della pressione arteriosa Definita anche ‘”killer silenzioso”, l’ipertensione non è facile da riconoscere, ma va tenuta sotto controllo per evitare rischi per il cuore. La pressione alta è uno dei più importanti fattori di rischio per il cuore e si stima che solo in Italia gli ipertesi siano oltre 20 milioni. Di questi solo il 50% ne è consapevole ed è in trattamento, il 25% ne è consapevole ma non si cura e il restante 25% ignora i valori della propria pressione. Misurazione della circonferenza addominale e calcolo dell’indice di massa corporea (BMI) La circonferenza addominale è un parametro molto utilizzato per valutare il rischio cardiovascolare di un soggetto. La prevalente distribuzione di grasso sottocutaneo a livello addominale è infatti correlata all’aumento del grasso viscerale ed è proporzionale alla sua circonferenza esterna. L’accumulo lipidico in sede viscerale, cioè nella parte interna dell’addome, rappresenta un fattore di rischio indipendente per le patologie cardiovascolari, per il diabete e per la mortalità in genere. In altre parole, a parità di grasso corporeo, avere la caratteristica pancia anziché una distribuzione omogenea del surplus adiposo si traduce in una minore speranza di vita. La circonferenza addominale, rilevata secondo il procedimento appena descritto, assume significato diverso in relazione all’età ed al sesso dell’esaminato. In particolare, per un individuo adulto: valori superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna sono indice di obesità viscerale e si associano ad un “rischio moderato” Valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio accentuato” L’indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall’inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra il peso e l’altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), la medicina nutrizionale convenzionale, l’opinione pubblica e in parte anche la medicina generica usa delle tabelle come la seguente per definire termini da “magrezza” fino a “obesità” in diverse sfumature. Ritengono che questa indicazione sia un importante indicatore per la mortalità (fattore rischio). Situazione peso Min Max Obeso classe III ≥ 40,00 Obeso classe II 35,00 39,99 Obeso classe I 30,00 34,99 Sovrappeso 25,00 29,99 Regolare 18,50 24,99 Sottopeso 16,00 18,49 Grave magrezza <16,00 Esame del sangue rapidi: colesterolo glicemia e trigliceridi Un eccesso di colesterolo nel sangue è molto pericoloso per l’organismo, in particolare per il cuore e le arterie coronarie, i vasi sanguigni che lo irrorano. Il colesterolo LDL è infatti il principale componente delle placche aterosclerotiche. Col tempo tali placche possono aumentare di volume, riducendo il diametro interno delle arterie, ne favoriscono l’ostruzione, limitando la quantità di sangue e di ossigeno che arriva al cuore o al cervello, fino a determinare l’infarto o l’ictus. Glicemia È di fondamentale importanza che la glicemia rimanga entro i limiti dell’intervallo di normalità (65-100 mg/dl) ed è sicuramente auspicabile mantenere i livelli glicemici verso la parte bassa di detto intervallo perché avere una glicemia normale, ma tendente a valori medio-alti aumenta il rischio di molte patologie. È noto che i pazienti con diabete mellito sono ad alto rischio di malattie cardiovascolari, specialmente in presenza di ipertensione, ipercolesterolemia, abuso di fumo di tabacco; il diabete potenzia moltissimo gli effetti nocivi degli altri fattori di rischio, tanto da essere definito “il killer dei killer”. EcocolorDoppler delle carotidi con valutazione dello spessore miointimale (IMT) “ Studia le carotidi se vuoi conoscere le coronarie”: Numerosi studi hanno evidenziato l’importanza dell’ispessimento medio intimale( IMT) come marker di lesione aterosclerotica in fase precoce e molti dati sono ormai acquisiti: Lo SMI è associato, in maniera indipendente ai principali fattori di rischio cardiovascolari: età, sesso, ipertensione arteriosa, diabete, fumo, dislipidemia ecc. I soggetti con valori elevati di IMT carotideo hanno una maggiore probabilità di incorrere nel tempo in un evento cardiaco o cerebro-vascolare. Disporre di una metodica diagnostica non invasiva e poco costosa per evidenziare il danno d’organo consente di selezionare i pazienti meritevoli di interventi preventivi più aggressivi. Nella pratica clinica quotidiana la valutazione dello SMI può quindi essere utile in tutte quelle condizioni di rischio intermedio in cui la presenza di danno d’organo subclinico può influenzare sostanzialmente la strategia clinico – terapeutica (anticipare l’ intervento farmacologico – consigliare un atteggiamento più aggressivo ), cioè nelle condizioni di dubbio terapeutico: – soggetti con storia familiare di malattia cardiovascolare precoce – soggetti di età inferiore a 60 anni con un singolo fattore di rischio, non candidati a terapia farmacologica – donne di età inferiore a 60 anni con almeno due fattori di rischio. Oltre alla valutazione dell’IMT è importante la valutazione delle placche che hanno un maggiore potere predittivo di eventi coronarici e cerebrovascolari rappresentando una fase più avanzata del processo aterosclerotico. Valutazione del rischio cardio-vascolare globale Dopo aver valutato ognuno dei precedenti fattori di rischio, essi saranno nell’insieme analizzati attraverso un programma statistico computerizzato che determinerà il rischio relativo per il Paziente di sviluppare un evento cardio-vascolare avverso nei successivi 10 anni rispetto ad una popolazione sana di riferimento. Il referto di visita ed il diagramma di rischio saranno consegnati al Paziente che effettuerà quindi la seconda parte della visita, passando dal medico specialista cardiologo. VALUTAZIONE CARDIOLOGICA Accurato esame obiettivo cardiopolmonare Nessun esame laboratoristico-strumentale può infatti ancora sostituire totalmente la valutazione clinica effettuata da uno specialista esperto. Elettrocardiogramma L’elettrocardiogramma (in sigla ecg), anche detto elettrocardiogramma basale o a riposo, è la rilevazione dall’esterno, tramite elettrodi applicati sul torace, dell’attività elettrica del cuore.L’ECG è un esame semplice e non invasivo che permette di evidenziare patologie delle coronarie, alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie, extrasistole, fibrillazioni), variazioni del volume cardiaco (ipertrofia) e della conduzione dell’impulso elettrico (blocchi). Molti pazienti, pur essendo in terapia antipertensiva, non vengono sottoposti al controllo del cuore attraverso l’elettrocardiogramma. E questo anche quando sono ipertesi da più di un anno. La constatazione emerge da uno studio osservazionale dell’Università di Bologna. Questo accertamento rappresenta un prezioso aiuto per il medico e certamente è fondamentale per una valutazione completa del rischio cardiovascolare. Inoltre il controllo con l’EGC consente di adattare meglio la terapia”. Semplificando un po’ si può dire che l’elettrocardiogramma •può raccontare qualcosa del passato, perché può testimoniare, con la presenza di profonde onde Q, infarti pregressi (anche se molti, chiamati per questo «infarti non-Q», non lasciano traccia sull’elettrocardiogramma); •dice molto sul presente (perché svela aritmie, un infarto in atto, sempre che non si tratti, come si diceva, di un «infarto non-Q», ingrandimenti del cuore); •difficilmente predice il futuro (perché un esame normale oggi non garantisce che non si possa verificare un evento anche grave domani). Eventuale impostazione della terapia e/o approfondimento diagnostico Infatti al termine del percorso, il cardiologo, oltre ad impostare una corretta terapia (qualora ve ne fosse bisogno) deciderà se il Paziente potrà beneficiare di eventuali esami più approfonditi (test da sforzo, ecocardiogramma o altri). Consigli per i Pazienti: Per i Pazienti a basso rischio è necessario: a) Non fumare b) Scegliere cibi salutari c) Effettuare almeno 30 minuti di moderata attività sportiva ogni giorno d) Mantenere il BMI sotto i 25 ed evitare l’obesità centrale e) Mantenere la pressione arteriosa sotto i 140/90 mmHg f) Il colesterolo totale deve essere inferiore a 200 mg/dL g) Il colesterolo LDL deve essere inferiore a 115 mg/dL h) La glicemia deve essere inferiore a 110 mg/dL Per i Pazienti ad elevato rischio è necessario: a) Non fumare b) Scegliere cibi salutari c) Effettuare almeno 30 minuti di moderata attività sportiva ogni giorno d) Mantenere il BMI sotto i 25 ed evitare l’obesità centrale e) Mantenere la pressione arteriosa sotto i 130/80 mmHg f) Il colesterolo totale deve essere inferiore a 175 mg/dL (minoe di 155 se possibile) g) Il colesterolo LDL deve essere inferiore a 100 mg/dL (minore di 80 se possibile) h) La glicemia a digiuno deve essere inferiore a 110 mg/dL con HbA1c inferiore a 6.5% i) Considerare sempre una terapia cardioprotettiva, specialmente se con malattia cardiovascolare già accertata

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